Cicli economici, bolle speculative e crolli di Borsa

L’economia si snoda a cicli.

Per parlare della follia del mercato finanziario, quale ultimo stadio del ciclo economico prima di ogni crollo ciclico, è importante fornire una definizione di bolla speculativa.

Le bolle speculative sono una fase di mercato caratterizzata da un aumento irrazionale dei prezzi rispetto al valore intrinseco del bene che si è apprezzato rapidamente conseguentemente ad una domanda elevata.

Osservando la variazione dei prezzi di Borsa sul lungo periodo (dai 5 anni in poi), è possibile individuare dei cicli caratterizzati da: depressione (prezzi sotto il valore intrinseco delle azioni); una fase di rialzo dove inizialmente i prezzi si riallineano ai fondamentali e poi, tra storni improvvisi e rialzi, il trend principale culmina con una bolla speculativa; l’inesorabile crollo finanziario.

L’assurdità di tutto ciò è che gli investitori cadono storicamente nello stesso errore, ossia l’illusione di mercati finanziari progressivamente al rialzo dimenticandosi che tutto è ciclico nell’ universo, anche la Borsa.

Alcuni affermano che non esistano cicli economici altrimenti saremmo tutti ricchi. Falso. A tale affermazione è necessario rispondere con i dati: grafici di serie storiche dei prezzi di Borsa, su lassi temporali di 60 o meglio ancora 100 anni, dimostrano inequivocabilmente l’esistenza dei cicli. Pochi si arricchiscono perchè, nel trading vi sono variabili umane: mancanza di metodo, elementi psicologici, necessità di notevoli somme economiche da poter investire nei momenti di “sconto dei prezzi” azionari, gli algoritmi di trading sono programmati da esseri umani, ignoranza finanziaria, mancanza di studi storici, ecc.

La ciclicità dell’economia è sostenuta da numerosissimi autori di libri di investimento e trading. Per questioni di sintesi citiamo qui solo alcuni dei più noti testi: “Guida pratica ai cici di Borsa” (Merriman); “La teoria delle onde di Elliott” (Prechter e Frost); “La teoria dei frattali e la previsione dei cicli di Borsa” (Coppola); “Astro cicli e mercati speculativi” (Jensen); “45 anni a Wall Street” (Gann); “I cicli di Borsa” (Migliorino).

Charles H. Dow notò ripetizioni nei cambiamenti di mercato; Brenner individuò una formazione annuale ripetitiva circa i massimi dei mercati; Kontradieff divenne famoso per aver osservato e documentato il ripetersi di un ciclo di espansione e contrazione dei cicli economici;

Tutto ciò contraddice la teoria del Random Walk imperniata sulla variazione casuale dei prezzi delle azioni. Ciò potrebbe sembrare vero riducendo lo sguardo al breve periodo, ma sul lungo periodo tutto diventa più chiaro.

La ciclicità è osservabile da chiunque: cicli lunari, cicli planetari, l’alternanza di giorno e notte, le persone hanno dei cicli circadiani, le maree sono cicliche. Il fenomeno ciclico e oscillatorio riguarda anche atomi e molecole.

La psicologia umana e l’avidità influenzano sul breve periodo gli andamenti di mercato. Sul lungo periodo tutto poi si riallinea ai fondamentali dell’economia. Molti, per speculare, comprano azioni quando da tempo si è consolidato un mercato al rialzo ed i prezzi sono ormai superiori al valore intrinseco delle aziende. Pochi comprano i titoli azionari quando i prezzi sono “scontati” rispetto ai valori razionali di bilancio, nelle fasi difficili, critiche e di paura, quando la massa dei risparmiatori si tiene lontana dagli investimenti. Ecco perché quasi nessuno si arricchisce con gli investimenti.

Da risparmiatore curioso e metodico, nel tempo ho archiviato serie storiche di dati, articoli di giornali di settore, grafici, libri di Borsa, libri di storia, studiando le crisi economiche del passato, annotando i valori degli indici azionari nei periodi successivi a notizie positive o eventi catastrofici.

Ho poi voluto condividere anni di ricerca indipendente mediante la scrittura di un libro: “Cavalca le bolle speculative. Il grande ologramma, i cicli economici, corsi e ricorsi storici e futuro dell’economia”.

Per approfondimenti: