ONDE ELETTROMAGNETICHE: cosa sono e panoramica normativa

Viviamo in un mondo sempre più tecnologico che offre enormi vantaggi, soprattutto a livello di comunicazione. Oggi è quasi impensabile vivere senza smartphone, televisione, elettrodomestici e monitor.

Prima di fare una sintetica panoramica delle più importanti norme vigenti in Italia circa i CEM (Campi ElettroMagnetici), è didattica una introduzione alle onde.

Semplificando, possiamo dire che la tecnologia a corrente alternata genera radiazioni elettromagnetiche ELF mentre apparecchi per comunicazione wireless emettono radiazioni elettromagnetiche RF/MW). In base alla frequenza è possibile differenziare le onde elettromagnetiche.

Misurazione: la misurazione della forza dei campi magnetici è in Gauss (G) o in Tesla (T). (Fonte: pag 21 Martin Blank, Troppo connessi, Macro edizioni, 2016). La frequenza è misurata in Hertz (Hz).

Lo spettro dell’energia elettromagnetica è ampio. Le frequenze emesse da circuiti elettrici come quelli presenti in lampade ed asciugacapelli sono estremamente basse (ELF, da 3 a 300 Hz).Poi ci sono le radio frequenze (RF) e dopo le microonde (MW, da 300 Mhz a 300 GHz) tipo quelle utilizzate dai forni a microonde. Oltre ci sono gli infrarossi (IR) come ad esempio quelli dei telecomandi. Tutte queste sono radiazioni non ionizzanti (quelle ionizzanti sono i raggi UV, i raggi X e le radiazioni gamma). (Fonti: Martin Blank, Troppo connessi, Macro edizioni, 2016 e https://agentifisici.isprambiente.it/index.php/radiazioni-non-ionizzanti/radiazioni-bassa-alta-frequenza come da accesso del 22 febbraio 2019)

Il campo magnetico diminuisce allontanandosi dalla fonte di emissione. Ad esempio a 3 cm di distanza un ferro da stiro ha un campo magnetico fra 8 e 30 µT, che si abbassa a un range tra 0,12 e 0,3 a 30 cm di distanza, crollando a valori compresi tra 0,01 e 0,03. (Fonte: http://www.asf.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=204 come da accesso del 22 febbraio 2019).

Il DPCM 08/07/2003, fissa, in materia di esposizione della popolazione ai campi elettrici e magnetici a bassa frequenza (50 Hz), dei limiti. Limite per il campo elettrico = 5 kV/m; limite per l’induzione magnetica = 100 µT. (Fonte: https://www.elettrosmog.it/limiti.html come da accesso del 22 febbraio 2019).

La differenza di CEM, in base alle distaze, è ben visibile in questo video girato con Eureka Equipe:

https://www.youtube.com/watch?v=rkehyz0CePI

Segue un elenco di alcune normative di riferimento:

Il decreto DM 29/05/2008 prevede la determinazione di distanze di rispetto dalle linee elettriche.

Il D. Lgs 159/2016. Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici). Abroga la direttiva 2004/40/CE

DIRETTIVA 2013/35/UE circa le disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013.

Le Linee Guida ICNIRP stabiliscono valori limite per l’esposizione ai campi elettromagnetici, in modo da fornire una protezione contro gli effetti conosciuti che siano novici per la salute.

(Fonte: sito dell’Istituto Superiore di sanità Sanitario http://old.iss.it/elet/?lang=1&id=74&tipo=7 come da accesso del 22 febbraio 2019)

Le normative italiane pongono limiti assai restrittivi.

Per le frequenze, anche basse frequenze, la “Legge Quadro” n. 36 del 22 febbraio 2001 è il principale riferimento normativo nazionale. Il D.P.C.M. 8 Luglio 2003 G.U. 29 agosto 2003 serie g. n. 200 fissa i limiti di esposizione alla frequenza di rete (50 HZ), i valori di attenzione e gli obbiettivi di qualità per la protezione della popolazione. (Fonte: http://www.arpalombardia.it/Pages/Elettromagnetismo/Campi-elettromagnetici.aspx# come da accesso del 21feb2019).

Le istallazioni di impianti ad alta frequenza, sono disciplinate dalla “Legge Quadro” n. 36 del 22 febbraio 2001 e D. Lgs n. 259 del 1 agosto 2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche” successivamente novellata e leggi regionali, come ad esempio la Legge Regione Lombardia n. 11 dell’11 maggio 2001. I limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a frequenze comprese tra 100 KHz e 300 GHz sono fissati dal D.P.C.M. dell’8 luglio 2003 G.U. 28 agosto 2003 serie g. n. 199. (Fonte: http://www.arpalombardia.it/Pages/Elettromagnetismo/Campi-elettromagnetici.aspx# come da accesso del 21feb2019)

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