Cyberfuture

Tecnologia, cyberspazio, controllo sociale, tecnocrazia, criptovalute, progresso e povetà. Il futuro che ci attende.

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Il debugging è necessario per migliorare il sistema.

La storia permette il reverse engeneering utile a decodificare il presente.

Il pensiero critico ci assiste nel progettare il futuro.”

Introduzione di Cyber future:

È in atto, da anni, una crisi di transizione che le nuove tecnologie hanno innescato.

È necessario trascendere il pensiero convenzionale per evitare di perdere il contatto con la realtà e cadere in errori tali da minacciare le proprie fonti di reddito, attività, stile di vita ed investimenti.

Il rischio di un progresso solo tecnico, senza progresso etico e morale, è ritrovarsi con una società esclusivamente tecnica gestita da software. Attenzione però, perché riporre la fiducia negli algoritmi è prima di tutto una delega cognitiva. Inoltre, meccanismi di “ricompensa” psicologica, impressi negli algoritmi dei software, possono innescare “automatismi” nella mente umana. Senza precise linee guida, il futuro ci riserva progresso senza sviluppo, tecnocrazia, violazione della privacy, bolle di informazione e fake news. Tutti rischi di un progresso tecnologico che corre più veloce del pensiero critico e della legislazione.

Se non è possibile controllare il software, il software ci controllerà perché stiamo arrivando alla singolarità, ossia il momento in cui non saremo più in grado di capire come agiscano le intelligenze artificiali.

Le tecnologie sono neutre? C’è un collegamento fra autoritarismo e big data, neuropsicologia, intelligenza artificiale, microchip, ecc. La lusinga tecnocratica, di proporre uno strumento super partes, infallibile e impostato su algoritmi, sposta il potere dal popolo ai gestori di piattaforme informatiche. Allarme, urgenza, economia, medicina e scienza in generale potrebbero diventare strumenti di deroga al sistema democratico. Col passare del tempo internet sta prendendo il sopravvento sulla cattiva maestra televisione, quindi, affinché le future piattaforme web siano strumenti utili per i cittadini, andranno progettate su base etica, non sulla psicologia del consumatore.

I capitoli che seguono sono una analisi per individuare i confini della necessità. Quando cambiano o si disgregano questi confini, allora si innescano cambiamenti nella società, un effetto domino sulla popolazione. Una analisi del passato per demistificare il presente e prevedere il futuro.

Il processo di cambiamento innescato da internet e dalle criptovalute inevitabilmente sovvertirà e distruggerà gli Stati ed il concetto di nazione, creando nuove forme di organizzazione sociale.

La storia si ripete. Ogni volta che il cambiamento tecnologico introduce nuove forze motrici dell’economia, gli standard morali cambiano e le persone iniziano a trattare, con crescente disprezzo, politici e governanti delle vecchie istituzioni. Spesso si diffonde repulsione prima ancora che si sviluppi una nuova ideologia coerente al cambiamento.

Con la velocità del cambiamento che supera la capacità morale, legislativa ed economica di adattarsi delle persone, ci si può aspettare di assistere ad una resistenza indignata e forse aggressiva alla rivoluzione informatica. Questo è un testo per comprendere il presente e prepararsi a risvolti negativi e positivi durante una serie di crisi di transizione.

Il web ha una struttura reticolare, non ha un centro e non si presta ad essere controllato completamente. Reti e sottoreti. Le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione sono più sovversive per lo Stato moderno di qualsiasi altra minaccia, sia essa politica o di altro genere poiché permettono a gruppi ed a individui di agire indipendentemente da una autorità centrale. Il romanziere William Gibson ha definito la realtà virtuale del cyberspazio “un’allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali”.

Quando in futuro le società dell’era informatica prenderanno forma, saranno molto diverse dalle società dell’era industriale. Attenzione però. Chi detiene il potere raramente ha reagito pacificamente agli sviluppi che minano la sua autorità.

Lo scontro tra nuovo e vecchio sta segnando e segnerà i primi decenni del ventunesimo secolo. Mi aspetto che sia un momento di grande sconvolgimento dei valori e principi, dove solo chi si saprà orientare potrà evitare i pericoli ed investire tempo e denaro in modo proficuo. Governi in bancarotta, persone che tornano ad essere individui sempre più autonomi e disperati fortemente indebitati saranno i soggetti di questo “spettacolo”. La crisi della politica ne è una conseguenza così come la perdita di sovranità delle nazioni. L’immoralità e la corruzione tra i leader dei governi occidentali sono la prova che il potenziale dello stato-nazione si sta esaurendo. È il loro crepuscolo.

La rivoluzione dell’informazione sta liberando e libererà gli individui come mai prima d’ora. Per la prima volta, coloro che desiderano la crescita personale e motivare sé stessi saranno quasi completamente liberi di inventare il proprio lavoro e realizzare tutti i benefici della propria produttività. Genio e creatività emergeranno, liberi dall’oppressione di burocrazia e pregiudizi razziali ed etnici perché, nel cyberspazio, non ti vedono. Nell’anonimato, reietti, belli, brutti, grassi, magri, vecchi, giovani, disabili gareggeranno alla pari là ove il metaverso non poggerà su un server centrale quindi soggetto ad un controllo pubblico o privato.

Convinto che la storia si ripeta, il mio metodo di ricerca e previsione si basa sull’analisi ciclica di dati e lo studio di centinaia di libri, fra storia, informatica, filosofia del diritto, psicologia di massa.

La storia quindi come necessario reverse engeneering per la decodifica del presente. Le cause dei cambiamenti economici e sociali li cerco nei fattori nascosti che alterano i confini in cui il potere è esercitato. Tecnologia, cambiamenti climatici, virus, e geografia alterano la logica degli equilibri di forza (intesa come violenza istituzionalizzata, come guerre, forze di polizia, ecc) e trasformano le modalità con cui le persone organizzano i propri mezzi di sussistenza e si difendono. L’uso della forza ed il suo bilanciamento sono fattori molto importanti per ogni società.

Il potere, come scrisse William Playfair, “ha sempre cercato la via più pronta per la ricchezza, attaccando coloro che ne erano in possesso”. Per Gilpin, autore di “War and change in international politics”, la guerra preventiva è una soluzione per uscire da un declino acuto. La minaccia alla prosperità di individui o popolazioni deriva da aggressione predatoria. La guerra determina chi prospera e chi soccombe, cambia situazioni, regole, equilibri e anche la distribuzione della ricchezza in aree geografiche. L’uso della forza spesso paga e ciò può renderla difficile da controllare. A livello urbano l’emergere di sottoculture criminali tra le minoranze può preparare il terreno per una diffusa violenza criminale. A livello geopolitico l’Islam militante sembra sostituire il vecchio blocco comunista come principale ideologia di confronto con l’Occidente.

La guerra preventiva può dare risultati positivi al vincitore quando vi sia grande disparità di forze, altrimenti, come asserì Otto Von Bismark: “la guerra preventiva è come un suicidio dovuto alla paura della morte”.

La giustizia e l’economia per molti decenni sono state preservate grazie alla forza statale, deterrente efficace. Tale potere ora sta, lentamente svanendo in occidente. Innanzi alla fine delle nazioni, gli Stati potrebbero comportarsi proprio come monarchi, signori feudali, papi e dittatori che nel passato hanno combattuto spietatamente per preservare i loro privilegi abituali innanzi all’irrompere della modernità.

La forza impiegata dai governi di oggi e domani, nel tentativo di fermare il tempo, potrebbe essere più sottile ed occulta, esplicandosi nel controllo sociale e manipolazione attraverso la televisione, vecchio media ancora in uso tra la popolazione e facilmente controllabile, oppure strumentalizzando siti di fact checking e importanti social e siti web. Il governo, indebolito dal diffondersi di tecnologie difficilmente controllabili, diventerà un leviatano tecnologico per controllare individui sempre più autonomi, ormai ex cittadini diventati popolo del web senza confini.

L’analisi delle nuove tecnologie plasmanti il nuovo secolo, potrebbero portare a svariati scenari. Stati fantoccio controllati da multinazionali apolidi? Situazioni molto vicine all’anarchia? Nuovo ordine mondiale o disordine globale?

Lo scrivente descriverà nel presente testo come la tecnologia abbia comportato e comporterà un rimodellamento della morale, costringa i legislatori a cambiare repentinamente le leggi, rivoluzioni strumenti e la percezione di quanto ci circonda.

In questo scenario vedremo perché: la struttura dei social media tende a creare fazioni, le fake news non sempre sono fake, il futuro è senza lavoro umano e open access e protezione della riservatezza e dei dati personali sarà cruciale.

Soluzioni? Molte. Programmazione etica e riservatezza ne sono il fulcro.

La privacy è un falso problema? Essa esiste solo quando viene violata? Senza riservatezza si va dritti verso una data-driven society, persone che non devono pensare per scegliere, agire o desiderare, meri consumatori trasparenti perché privi di segreti, soggetti ideali per proiezioni di mercato. Gli algoritmi segnalano il prodotto che ci piacerebbe acquistare oggi, il libro da leggere stasera o nuove amicizie. La schedatura del navigatore web avviene con la navigazione di siti web e con i social media. Programmi gratuiti sono esche per pescare dati personali. Ai capitalisti del controllo servono i sentimenti delle masse da dare in pasto a software di sentiment analysis e opinion mining. Il nuovo deviante da controllare non è leggibile da algoritmi, ha segreti, non esibisce intimità o pensieri.

Chiediamoci se siano gli individui a dover essere “leggibili” dagli algoritmi o la tecnologia a dover essere più trasparente e comprensibile a tutti.

La storia è un pendolo che oscilla fra idealismo e pragmatismo. Stiamo fortemente virando verso le idee. Bisogna evitare la morte del Pensiero, pena una notte senza mattino. È necessario erigere una barriera morale e fare un salto di qualità intellettuale. Ancor più, innanzi agli schiamazzi dei social urge dissolvenza cognitiva. Più la società diventa complessa, maggiore è la necessità di una comunicazione semplice senza però penalizzare il pensiero. La decadenza del pensiero è la fine della politica in quanto la povertà morale è importante tanto quanto la povertà economica.

Autore: Andrea Gandini

Editore: Blu editore

Indice:

Introduzione
Autore
Nota Dell’autore
Eclissi Degli Stati, Della Politica E Della Morale
Intelligenza Artificiale E Singolarità
Tecnologia, Democrazia E Tecnocrazia
Scienza E Democrazia
Cyberspazio Nuova Patria?
Algoritmi E Democrazia
Voto Digitale
Tecnologia Ed Etica
Smart City
Gestione Della Forza E Controllo Sociale
Infobolle E Cancel Culture
Social Media
Controllo Sociale, Notizie E Fake News
Dati, Statistiche E Menzogne
Social Media Come Skinner Box
Infowar E False Flag
Tecnologia E Criptomoneta
Blockchain: Criptovalute, Smart Contract E Notarizzazione
Economia E Cicli
Progresso E Povertà
Intelligenza Artificiale E Lavoro
Siamo Troppi Sul Pianeta?
Conclusioni, Soluzioni E Approccio Alle Sfide Della Tecnologia

Musica: Blackfly di Jason Shaw. Licenza creative common attribution 4.0 https://audionautix.com

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