Fatturazione elettronica: vantaggi e alcune precisazioni

La fattura elettronica non è un PDF che si invia per posta elettronica, ma è un file .xml che il fornitore invia direttamente all’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo riguarda operazioni sia tra soggetti Iva sia verso consumatori finali. Più esattamente, dal 1gen2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi realizzate fra soggetti residenti o stabiliti in Italia.

La fattura, predisposta in formato xml è veicolata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) che è un servizio telematico gestito dall’Agenzia delle Entrate. Il contenuto della fattura rimane identico a quanto contenuto nelle fatture cartacee (art 21 DPR 633/1972) e, nella fattura semplificata (contraddistinta da imponibile + iva non superiore a 100 euro, come da art 21-bis DPR 633/1972).

Vantaggi: trasparenza, risparmio di carta e costi di spedizione e, per i soggetti iva che emettono e ricevono solo fatture per le quali  in modalità tracciata (bonifico bancario, carte di debito o credito, ecc) avvengono tutti pagamenti superiori superiori a 500 euro, viene ridotto da 5 a 2 anni il periodo di accertamento a disposizione dell’amministrazione fiscale.

Tempi di emissione della fattura. La fattura deve essere emessa entro le ore 24 del giorno in cui l’operazione viene effettuata (art 21 DPR 633/1972). Ciò vale anche per la fatturazione elettronica.

E’ necessario il codice destinatario dell’azienda o, in alternativa, l’indirizzo PEC. Seguono le istruzioni:

* Il codice destinatario lo fornisce l’Agenzia delle Entrate. E’ necessario fornire uno solo tra il codice destinatario e l’indirizzo PEC E NON ENTRAMBI;

* In caso si riceva da un fornitore un questionario con richiesta di PEC o codice, non avete obbligo di rispondere. In caso di mancata risposta il fornitore manderà le fatture elettroniche all’Agenzia delle Entrate indicando un codice destinatario composto da sette zeri. Questo comporterà che l’Agenzia delle Entrate non potrà girarvi la fattura e la conserverà. Dal cassetto fiscale del si potrà poi inserire il codice destinatario o la casella PEC per recuperarle.

* Avere il codice destinatario richiede registrazioni e contratti con l’Agenzia delle Entrate che riguardano anche la conservazione sostitutiva, servizio che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente ma che CONSENTE L’ESPORTAZIONE DEI DATI SOLO PREVIA RICHIESTA MOTIVATA. Evitare di fornire ad alcuni fornitori il codice destinatario e ad altri la casella PEC per evitare confusione. Fornire ai fornitori sia il codice destinatario che la PEC significa che il fornitore sceglierà  dove l’Agenzia delle Entrate dovrà restituire al cliente le singole fatture (per una fattura potrebbe optare per una soluzione e in un altro caso si potrebbe regolare in un altro modo).

* Potete far confluire al vostro commercialista tutte le fatture d’acquisto comunicando il suo codice destinatario ai fornitori.

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